Il mulino ad acqua  
I mulini della Val Liona che sono arrivati fino ai giorni nostri o di cui si può accertare la presenza (i primi documenti risalgono al 1400) sono una ventina, distribuiti lungo il corso d’acqua in un tratto di pochi chilometri. L’attività molitoria mantenne una certa importanza fino all’ultima guerra, quando giravano ancora una dozzina di ruote.
Nel Museo è stato rimontato il mulino Peloso-Menón con due coppie di mole (macine) utilizzate una per macinare il “bianco” (grano per farina da pane), proveniente dal mulino Gobbo di Calto, del 1806, l’altra per il “giallo” (granoturco per farina da polenta).
 

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