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Lampade a petrolio (canfìni) da tavolo, a
soffitto e bugie o candelieri a piatto, lumi a
carburo e lampada a soffitto. L’illuminazione
serviva soprattutto d’inverno, in stalla, quando
bisognava governare le bestie o durante il filò
(la veglia). Oppure in cucina, dopo la cena, o
per salire in camera al momento di andare a letto. E
come tutto il resto, anche i sistemi di
illuminazione erano piuttosto modesti. L’attrezzo
più antico e più semplice, dopo la candela, era il
lume (la lucerna), costituito da una
scodellina contenente l’olio e da uno stoppino. Un
passo avanti nel sistema di illuminazione si ebbe
con l’introduzione del canfìn (lampada a
petrolio), dotato di un serbatoio a cipolla per il
combustibile. La fiamma, regolabile, era
protetta da un lungo tubo di vetro, panciuto nella
parte più bassa. Il canfìn da tavolo era
dotato di un’ansa laterale; quello da appendere, di
un telaio di filo di ferro ritorto terminante con un
occhiello, che reggeva una campana di vetro bianco
opaco che diffondeva in modo uniforme la luce
diretta della fiamma.
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