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"Entrate in questo museo, dimenticate per un attimo il mondo d'oggi: radio, televisione, cinema, discoteca, cellulari, automobili ecc. Guardate questi attrezzi che testimoniano la povertà, la miseria, l'emigrazione, le umiliazioni, i sacrifici, i sudori, la fame, il freddo, le sofferenze dei nostri padri e delle nostre madri. Cerchiamo di non dimenticare tutto questo, e soprattutto il loro desiderio di creare per noi un mondo migliore".

Carlo Etenli, fondatore del museo della civiltà contadina

Ecco l'ultima meraviglia del Museo: un antico carro-scala del 1800, utilizzato dai pompieri e trainato da cavalli, appena restaurato.
Immediatamente risalta la grande lunghezza della scala (che non è stato possibile estendere al massimo per problemi di spazio).

carro pompieri

Festa della Trebbiatura al museoCon "civiltà" o "cultura" contadina vengono generalmente indicate tutte quelle usanze che accompagnavano il mondo rurale che qui in Val Liona si sono conservate fino alla fine degli anni cinquanta del Novecento, e cioè le consuetudini legate al ciclo della vita (la nascita, i giochi dei piccoli, i passatempi dei grandi, il fidanzamento, il matrimonio, la morte), le tradizioni del ciclo dell'anno (le attività agricole, l'influenza della luna, le previsioni del lunario, le festività del calendario liturgico, le ricorrenze dei Santi, i proverbi che scandivano l'andamento della stagione), le manifestazioni popolari (sagre, fiere, mercati) e la cultura orale (filastrocche, conte, cantilene, indovinelli, canti), frutto di una sapienza, di una saggezza più che millenaria.
Questa cultura veniva trasmessa ai più giovani nel contatto quotidiano del lavoro nei campi, nei cortili, o durante i filò, quando ci si raccoglieva nella stalla per sfuggire ai rigori del freddo nelle lunghe giornate invernali.
In questa "scuola di comunità", come la chiama Ulderico Bernardi, mentre le donne filavano e gli uomini riparavano attrezzi o giocavano a carte, venivano rivissute le storie del paese e le tradizioni, venivano trasmesse le preghiere popolari, i modi di dire, le superstizioni. Qualche esperto narratore, aiutandosi con i gesti e con i bruschi cambiamenti di tono, affascinava gli uditori con le sue storie di santi, di eroi, di orchi o di streghe.

copertinaQuesto importante libro, realizzato da Flavio dalla Libera nel 2004, è un'opera molto completa che descrive accuratamente tutte le sezioni del museo della Civiltà Contadina di Grancona che Carlo Etenli ha sapientemente e tenacemente realizzato in decenni di appassionate ricerche, per pura passione.

Pensando di fare cosa gradita ai nostri visitatori, abbiamo deciso di rendere pubblicamente e gratuitamente scaricabile la versione elettronica (in formato pdf) dell'opera.

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